

Forte San Jachiddu sorge, a quota mt.330, all’interno di un complesso collinare molto articolato, che con profonde digitazioni si inserisce fra le tre vallate dell’Annunziata, di S. Licandro e di Giostra/S. Michele della città di Messina. Le pendici retrostanti dei Peloritani consentono di raggiungere, lungo il “sentiero natura”, attraverso un incantato boschetto di querce da sughero, monte Serrazzo (m. 428) e rocca dell’Arme (m. 470); superata portella dell’Urgo, si percorre la linea di cresta fino a monte Tidora (m. 604) e monte Ciccia (m. 609), da cui si dominano entrambi i versanti ionico e tirrenico con una spettacolare vista sulle isole Eolie e capo Milazzo, per un percorso complessivo di circa due chilometri. Discendendo a portella Castanea è possibile poi proseguire lungo i sentieri forestali dei colli S. Rizzo.
da Forte S. Jachiddu a M.te "Ciccia" Sentiero Natura "Serrazzo"
Il territorio del Parco, delimitato dal lato nord dai torrenti Annunziata e S. Licandro, dal lato sud dai torrenti S. Michele e Giostra ed alle spalle dagli ultimi contrafforti dei Peloritani, è strettamente legato alla storia, alle leggende e probabilmente ai primi insediamenti stabili di quello che è il più ampio territorio della Messina attuale. La frequentazione di questi luoghi è stata costante nel tempo e, se pure non dimostrabile da rovine a causa delle periodiche distruzioni che hanno caratterizzato Messina, può essere dedotta da varie notizie storiche ed anche dalla toponomastica. Nel periodo bizantino, precedente pertanto all’insediamento degli arabi a Messina, numerosi furono gli eremiti (tra cui il più noto fu S. Nicandro o S. Licandro vissuto nell’ottavo secolo in un piccolo monastero) che, seguendo per lo più la regola di S. Basilio, presero dimora nelle cavità ancora oggi visibili nella zona e lì praticarono in solitudine la loro fede. Sulla sponda del Torrente S. Michele, inoltre, i Carmelitani fondarono il loro prima sede (1235 circa), dopo quella abbandonata sul monte Carmelo di Gerusalemme. Quel luogo, a causa della vita eremitica dei frati, si chiamò "Ritiro", nome conservato ancora oggi per indicare l'intero quartiere; lo stesso Forte S. Jachiddu potrebbe trarre il suo nome da S.Gioacchino, protettore dell’ordine insieme ad S. Anna e S. Giuseppe.
L'ambiente naturale
Il Parco Ecologico San Jachiddu, collocandosi all’interno di un paesaggio alquanto diversificato e caratterizzato da un’eterogeneità di ambienti (coltivi, pascolo, macchia, boschi) offre la possibilità al visitatore di osservare diversi aspetti della flora dei Monti Peloritani di Messina e di fare incontri interessanti con la ricca fauna locale.
La vegetazione arborea del Parco Ecologico è dominata essenzialmente da roverella (Quercus virgiliana) e da querce sempreverdi, quali il leccio (Quercus ilex) e la sughera (Quercus suber); sui tronchi di quest’ultima è possibile osservare i caratteristici segni della “demaschiatura”, cioè del prelievo della corteccia che costituisce il sughero. Sono inoltre presenti il bagolaro comune (Celtis australis) noto come “spaccasassi e il pino domestico o pino da pinoli (Pinus pinea).
La macchia mediterranea è rappresentata dall’erica (Erica arborea), dal corbezzolo (Arbutus unedo), arbusto che in autunno matura frutti rossi commestibili detti ‘mbriacheddi, dal lentisco (Pistacia lentiscus), dal biancospino(Crataegus monogyna) e dalla rosa canina (Rosa sempervirens). In primavera, nei presi del Forte, si possono ammirare intense fioriture di ginestre (Calicotome infesta, Spartium junceum e Cytisus villosus), di cisto femmina (Cistus salvifolius) di asfodeli (Asphodelus microcarpus), di iris (Iris pseudopumila), di anemoni (Anemone hortensis) insieme ad altre specie comuni della flora mediterranea e non e raro trovare anche varie specie di orchidee.
Marginalmente ai sentieri si scorgono piccole bulbose a fioritura primaverile (Romulea bulbocodium) e a fioritura autunnale (Crocus longiflorus) e specie aromatiche quali la micromeria (Micromeria cosentina) e la nepetella (Calamintha nepeta). Intorno al Forte sono poi presenti alcuni grandi esemplari di pino marittimo (Pinus pinaster) e di eucalipto (Eucalyptus camaldulensis) specie esotica di origine australiana. Notevole la presenza di funghi di ogni specie, soprattutto Boletus.
La Fauna
Tra i mammiferi sono presenti il riccio (Erinaceus europaeus), il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) e la donnola (Mustela nivalis). Animale protetto in pericolo di estinzione è l' istrice (Hystrix cristata), i cui aculei, rinvenibili nei pressi del Forte, sono una chiara traccia della sua presenza.
Tra i rettili si segnala il nero biacco (Hierophis viridiflavus), ed il raro colubro leopardino (Zamenis situla): questi serpenti, che non costituiscono alcun pericolo per l’uomo, sono di fondamentale importanza in natura perché, nutrendosi di topi ed altri roditori, ne controllano la popolazione.
Numerosi sono gli insetti che popolano il Parco: dalle inconfondibili cicale, alle appariscenti farfalle, fra le quali ricordiamo: il podalirio (Iphiclides podalirius), il macaone (Papilio machaon) edd alcune migratrici quali la vanessa del cardo (Cynthia cardui) e la vanessa atalanta (Vanessa atalanta).
Tra gli uccelli stanziali, oltre le gazze (Pica pica) e le ghiandaie (Garrulus glandarius) è possibile ascoltare, in lontananza nel bosco, il raro picchio rosso maggiore (Picoides major) che tambureggia sui tronchi degli alberi. Nelle zone più aperte sono osservabili il cardellino (Carduelis carduelis) la cutrettola (Motacilla flava), il fringuello (Fringilla coelebs), il pettirosso (Erithacus rubecula), l'upupa (upupa epops) e numerosi altri.
L’evento più straordinario che si può osservare dal Forte ogni primavera è il passaggio sullo Stretto di Messina di migliaia di uccelli migratori: dai falchi pecchiaioli (Pernis apivorus) ai gruccioni (Merops apiaster) alle cicogne (Ciconia ciconia e Ciconia nigra), ai Fenicotteri (Phoenicopterus ruber) e molti altri. Il parco ecologico trovandosi sulla rotta precisa dei migratori, è sicuramente un luogo privilegiato per l’osservazione di questo straordinario fenomeno che da sempre si ripete nella sua meravigliosa unicità.